Quascirana...tra Arte, Storia e Sapore 8 e 9 settembre 2007


 Come consuetudine, la manifestazione "Quascirana, tra arte, storia e sapore", ha previsto un percorso guidato lungo la parte più antica del borgo rocchese. Dopo la trattazione dei temi "La Roccabascerana fino agli anni '50 del XX sec." e "La Il Guerra Mondiale", quest'anno è stata la volta della "superstizione". Chi non ha mai incontrato qualcuno che al passaggio di un gatto nero abbia deciso di cambiare strada? E le nostre nonne? Quante volte hanno pregato che il loro nipotino nascesse di "luna crescente" affinché potesse venir su sano e forte? Mediante la visione di brevi pieces teatrali e di filmati e l'ausilio di una guida, i visitatori hanno scoperto il significato di alcune tra le numerose superstizioni della Roccabascerana del tempo passato: da quelle legare alle fasi lunari fino alle credenze legate alla religione e al mondo del paranormale. Al termine del percorso si è sorriso ma, soprattutto, riflettuto. Riflettuto su quanto l'irrazionale possa dominare la vita e il destino degli uomini, sulla miseria quale humus nel quale hanno attecchito rituali che hanno finito per tessere le trame della storia di un popolo.

 

Nell'area dell'arte e del sapore ceramica, terracotta, argilla, vetro, decoupage, sassi dipinti, pietra, rame, ferro, lavori in vimini e la prestigiosa lavorazione del tombolo hanno fatto rivivere le cantine e le botteghe dei caratteristici vicoli del centro storico. Per questa terza edizione di "Quascirana...tra Arte, Storia e Sapore" abbiamo voluto puntare molto di più su materiali e tecniche di lavorazione artigianali, cercando di curare maggiormente la selezione degli espositori.
I visitatori, entrando nell'antico borgo, sono stati accompagnati lungo tutto il percorso da maestri artigiani che hanno mostrato le tecniche di lavorazione senza tempo e hanno realizzato lavori d'artigianato autentico.
Ad arricchire il tutto, un suggestivo impianto scenografico, naturalmente ispirato al tema dell'intera manifestazione: le superstizioni e le credenze popolari della nostra terra. A tal proposito ogni espositore ha creato un oggetto attinente al suddetto tema secondo la tecnica utilizzata. Insomma, è stato un susseguirsi di simboli come peperoncini, ferri di cavallo, quadrifogli, agli etc. E ancora tra un bicchiere di vino, un assaggio di formaggio, polenta, un piatto di minestra, è stato facile imbattersi in strani personaggi che hano interagito con le persone dando vita a simpatici siparietti come la "zingara dei tarocchi narranti" che ha raccontato per l'occasione delle storie relative a miti, leggende, figure e personaggi realmente esistiti a Roccabascerana; è stato possibile inoltre, assistere ad una rivisitazione della celeberrima "La patente" di Pìrandello. Infine personaggi itineranti quali streghette, fate, iettatori, e gobbi hanno completato l'atmosfera Incantevole della serata. Alla fine è toccato allo spettatore decidere se è tutto vero o tutto inventato oppure come direbbe il grande E. De Filippo : "NON E' VERO, ... MA CI CREDO!"